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LA CESSIONE DEL QUINTO E IL PRESTITO DI CONSOLIDAMENTO DEBITI

Kiron ed Epicas ti offrono la possibilità di scegliere fra differenti soluzioni di finanziamento fino a 50.000 Euro, con durate da 12 a 120 mesi.

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LA CESSIONE DEL QUINTO E IL PRESTITO DI CONSOLIDAMENTO DEBITI

La Cessione del Quinto potrebbe essere la soluzione alle tue necessità di finanziamento, facile da ottenere e rimborsabile comodamente, mediante trattenuta diretta in busta paga o dalla pensione fino ad 1/5 dell’importo totale della busta paga o della pensione. L’importo della cessione può aumentare, solo per i lavoratori dipendenti, fino ai 2/5 dello stipendio grazie al prestito delega.

Per questo tipo di finanziamento non sono necessarie garanti o fidejussioni; inoltre, a differenza delle altre tipologie di finanziamento, la Cessione del Quinto è ottenibile anche da protestati o da coloro che hanno subito segnalazioni come cattivi pagatori.

 

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Con i nostri consulenti del Credito e Assicurativi puoi valutare soluzioni flessibili e personalizzabili per ogni esigenza. Ad esempio con il prestito di Consolidamento Debiti puoi estinguere tutti i tuoi finanziamenti e accorparli in un’unica rata mensile più leggera, beneficiando di tassi di interesse più competitivi o allungando la durata del rimborso.

 

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Marzo 2017

I Consulenti del Credito e Assicurativi delle agenzie Kìron e Epicas possono offrirti, grazie alla loro competenza ed esperienza pluriennale nel settore, un servizio caratterizzato da:

  • Affidabilità della prima società di mediazione creditizia in Italia con esperienza ventennale
  • Accurata analisi delle caratteristiche e delle esigenze individuali
  • Competitività ed ampiezza dell’offerta di prodotti di finanziamento e assicurativi, grazie alle oltre 20 convenzioni stipulate con primari operatori di settore, banche e assicurazioni
  • Personalizzazione delle soluzioni, identificate in funzione delle specifiche esigenze e caratteristiche del Cliente
  • Consulenza specifica su tutte le tematiche rilevanti nella personale scelta di indebitamento
  • Rapidità circa la delibera delle operazioni
  • Semplificazione nella raccolta della documentazione richiesta
  • Monitoraggio costante del mercato creditizio e assicurativo
  • Supporto e consulenza durante l’intero ciclo di vita del finanziamento e/o della polizza assicurativa
  • Trasparenza e Chiarezza come prerequisito di un rapporto fiduciario di lungo periodo
  • Elasticità degli orari e Disponibilità

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Giugno 2017

Com’è andato il mercato dei mutui alla famiglia nel terzo trimestre 2017?

 

Sono usciti a fine dicembre i dati pubblicati da Banca d’Italia che riguardano l’andamento dei mutui ipotecari alle famiglie dedicati al finanziamento dell’abitazione:

  • Sono stati erogati finanziamenti per oltre 10,7 miliardi di euro.
  • Rispetto allo scorso anno nel trimestre si registra un calo delle erogazioni del -6.4%. Abruzzo e Lombardia le uniche regioni con segno positivo. La Lombardia oltre a far registrare una crescita (+1.5%), con i suoi 2.617 mln di euro erogati si conferma la prima per volumi in Italia
  • Il saldo da Gennaio è ancora positivo +0,3% sul 2016 con 35,8 miliardi finanziati.
  • Calano le surroghe, tengono le operazioni di acquisito.
  • Tassi ancora a livelli molto bassi grazie a indici bassi e spread convenienti.
  • Il valore delle abitazioni si mantiene a prezzi interessanti.

Le erogazioni di mutui nel nostro Paese sono aumentate da tre anni a questa parte. La crescita sembra ora aver terminato la sua corsa soprattutto nell’ultimo semestre. Il mercato ha trovato la sua dimensione e il calo delle surroghe e sostituzioni compensa la crescita delle operazioni di acquisto. In questo scenario permarranno buone opportunità per tutte le famiglie che vorranno affacciarsi all’acquisto dell’abitazione per tutto il 2018.

Fisso o variabile? Stando ai tassi di Dicembre 2017 abbiamo calcolato l’importo della rata mensile di un mutuo del valore di 110.000 euro per una durata di 25 anni, ipotizzando che l’immobile valga 160.000 € e che lo spread medio si attesti a 1,20% sia per il tasso fisso che per il tasso variabile. Mutuo a tasso fisso: rata di 502 euro. Mutuo a tasso variabile: rata di 408 euro.

 

Leggi il comunicato stampa completo per maggiori informazioni

 

Gennaio 2018

Ntassi mutuiuovo dato minimo storico, all’1,90%, raggiunto dal tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento per acquisto di abitazioni registrato a dicembre 2017; lo stesso ammontava a 1,97% a novembre 2017 e addirittura 5,72% a fine 2007 agli albori della crisi scatenata dai mutui subprime.

Relativamente alla tipologia di tasso scelta, circa i due terzi del totale delle nuove erogazioni di mutui sono mutui a tasso fisso. Fonte ABI Monthly Outlook Gennaio 2018

 

Se stai valutando la soluzione di credito più adatta a te sia per acquisto casa che per sostituzione del tuo attuale mutuo, rivolgiti ad un consulente mutui Kiron: ti aiuterà a compiere una scelta informata e sostenibile accedendo ai prodotti di oltre 20 banche e soluzioni assicurative contro i principali rischi.

 

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Febbraio 2018

La recente decisione del board della Banca Centrale Europea (BCE) di proseguire con il programma di acquisto dei titoli di stato Europei, noto come Quantitative Easing (QE), ancora per l’intero 2018, ha impatti anche sul mantenimento degli attuali livelli particolarmente bassi dei tassi di interesse sui mutui. Vediamo perché.

Mercato mutuiL’acquisto dei titoli di stato italiani da parte della BCE incide sul differenziale tra i rendimenti dei titoli di stato italiani e tedeschi, il famoso Spread BTP–Bund, contribuendo a mantenerlo relativamente ridotto (con i rendimenti dei titoli italiani a livelli storicamente contenuti). Inoltre ha un impatto anche su un altro tasso, quello che versano alle banche le famiglie per i mutui. Come noto questo tasso è composto da due parti: un tasso interbancario europeo (Euribor, IRS e BCE) ed un margine applicato dall’istituto che eroga il mutuo chiamato spread (da non confondersi con quello di cui sopra) in funzione delle proprie strategie commerciali. Le azioni della BCE hanno impatti su entrambi. Più limitati sui tassi interbancari (l’interruzione del QE ne determinerà un aumento dato l’aumento dei costi di approvvigionamento bancari con ripercussioni graduali sui mutui a tasso variabile già in essere oltre ai mutui di nuova erogazione), con buona  probabilità più marcati sugli spread applicati dalle banche: un aumento del rendimento dei titoli di Stato determina una riduzione del loro prezzo. Questo indebolisce il valore dello stock di titoli posseduti dalle banche italiane. Poiché il controvalore dei titoli detenuti complessivamente dalle banche italiane ammonta a oltre 330 Miliardi di Euro, si può intuire come una fluttuazione al ribasso del loro valore possa avere un impatto rilevante sui bilanci delle banche ed incidere sulle rispettive strategie, forzando azioni conseguenti. Questo scenario determinerebbe infatti la scelta da parte delle banche di rivedere al rialzo gli interessi richiesti sui mutui (aumentando gli spread), e politiche maggiormente restrittive nell’erogazione di nuovi mutui.

Gli impatti delineati non avrebbero effetti ovviamente sui mutui già in essere a tasso fisso, mentre inciderebbero sui mutui in essere a tasso variabile per una eventuale fluttuazione del tasso Euribor (lo spread definito alla sottoscrizione del mutuo non è variabile durante il suo ciclo di vita).

Questo scenario è influenzabile da numerose variabili politiche e finanziarie ma serve ad evidenziare come l’attuale situazione del mercato dei mutui estremamente conveniente per il consumatore non possa essere considerata permanente.

 

 

Giugno 2018

 

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